Black Hole and Revelations

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“Black holes and revelations” l’ultimo album dei Muse è la definitiva consacrazione del gruppo, un’altra grande opera. Il rock, dai più definito gotico, proposto in questo disco in parte differisce dalle melodie ormai famose degli esordi, soprattutto per le contaminazioni “tecno” presenti nei brani.
Le canzoni vanno ascoltate diverse volte per poterne apprezzare il gusto profondo, infatti si è guidati a scoprire il messaggio tramite molteplici momenti. In principio si è colpiti volontariamente dalla musica, che usa ritmi quasi da discoteca per celare gli splendidi assoli di piano e chitarra a cui i fans del “Power Trio” erano già abituati.
L’azione d’occultamento continua, in un secondo tempo, attraverso il ripetuto canto in “falsetto” proposto da Matt Bellamy, con un triplice obiettivo; il primo è quello di assecondare il ritmo “dance”, il secondo quello di schernirlo ed il terzo più importante è quello di mascherare le parole. “Dulcis in fundo” in questa compilation sono proprio i testi di grande profondità comunicati con una sorta di sorriso sulle labbra e voglia di prendersi alla leggera… ma che non possono non suscitare nell’animo dell’ascoltatore, buchi neri e rivelazioni!
(Flavio Albrizio)

Una Risposta to “Black Hole and Revelations”

  1. Mihh Pure Flavio?

    Per quelli che come me hanno nel cuore Bliss e New Born…
    Del nuovo album Starlight, Knights of Cydonia e Take a Bow su tutte…

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