Bruce Springsteen – 25 Giugno. Diario della serata.

Ore 20:45…
in ritardo di un quarto d’ora, Bruce Springsteen e la “sua” E Street Band appaiono dal tunnel dietro il palco… e la folla è in delirio.
Il Boss è di nuovo a casa…
Il concerto inizia quando c’è ancora tanta luce perché il Comune vorrebbe rovinare la festa e non permette di suonare oltre le undici e mezza. Ma Bruce se ne frega, sta sul palco tre ore esatte e spegne gli amplificatori soltanto dieci minuti prima della mezzanotte. Polemiche garantite.
«Ciao Milano, fa abbastanza caldo? Con noi lo farà ancora di più»
Si comincia con una cover, Summertime Blues… e dopo 4 urlate “Milanoooo, Milanoooo, Milanoooo, Milanooooo”, Out in the streets!
Un salto veloce in Magic con Radio Nowhere e poi ci si rituffa indietro negli anni con Prove it all night e The promised land…
Spirit in the night è per Federici, che da lassù avrà senz’altro accompagnato con il suo piano…
Poi Springsteen comincia a giocare col pubblico. E’ il momento della canzone a richiesta. None but the brave è senz’altro una bella chicca.
Il rapporto del Boss con Milano è incredibile… il calore dei 70 mila è ricambiato dalle attenzioni di Bruce (BruceBruceBruceBruceBruce…) per ogni singolo spettatore delle prime file. Avesse potuto stringere la mano a tutti, credo l’avrebbe fatto.
Candy’s room, Darkness on the edge of town e poi la trascinante Darlington country (la la laaaa la la la la laa laaaaa…)…
Botto con Because the night che conoscono proprio tutti (anche quelli che sono venuti un po’ così, per curiosità… e sappiamo di chi sto parlando!)…
Splendide le versioni di She’s the one e Mary’s place. Poi una pausa riflessiva e 10 minuti di “riposo” con I’m on fire e Racing in the street (splendida!).
The rising, Last to die e Long walk home sono una piacevole introduzione alla devastazione di Badlands… da questo momento S.Siro esplode davvero…
Dopo una piccola pausa (2 minuti 2… non le mezz’ore di vasco!), un trascinante medley blues con Devil with the blue dress, Good golly miss Molly e C. C. Rider…
Born to run…
Rosalita…
Una splendida Bobby Jean (meglio del cd)…
Dancing in the dark…
La versione “irlandese” di American land è da togliere il fiato. Milano per una sera è allegria, divertimento vero e 70 mila persone che ballano un pezzo che sembra non finire mai. Un pezzo che avremmo voluto non finisse mai (doveva essere l’ultima canzone).
Il Boss si toglie la chitarra, ringrazia e presenta i componenti della E Street Band… fino a Clarence “The Big man” Clemons…
Tutto finito?
macchè…
Lo stadio esplode e mi viene la pelle d’oca quando si rimette la chitarra…
Un boato… il sogno non finisce ancora…
Twist and Shout, omaggio ai Beatles… omaggio a tutti noi che l’aspettavamo…
Questo è IL concerto…
A Ligabue che suonerà qui tra poco (e che c’era!) dovrebbero masterizzare il dvd e fargli vedere che cazzo vuol dire essere IL Rock! (Altro che Bruce italiano!)
Una cosa che non si dimentica.
“Milanoooo, Milanoooo, Milanoooo, Milanooooo”…

La scaletta…

“Summertime blues”
“Out in the street”
“Radio nowhere”
“Prove it all night”
“The promised land”
“Spirit in the night”
“None but the brave”
“Hungry heart”
“Candy’s room”
“Darkness on the edge of town”
“Darlington County”
“Because the night”
“She’s the one”
“Livin’ in the future”
“Mary’s place”
“I’m on fire”
“Racing in the street”
“The rising”
“Last to die”
“Long walk home”
“Badlands”

BIS
“Girls in their summer clothes”
“Devil with the blue dress” – “Good golly miss Molly” – “C. C. Rider” (Medley)
“Born to run”
“Rosalita (Come out tonight)”
“Bobby Jean”
“Dancing in the dark”
“American land”
“Twist and shout”

Meglio di quella che era in programma…

La serata, però, non era affatto finita…
Aspetto Cristian fuori e la prima cosa che mi dice non mi piace affatto.
“Guarda che da qui alla Bovisa non è tanta strada a piedi!”…
Io gli faccio gentilmente notare che mi sarei sparato in bocca ben più volentieri e propongo di andare in piazzale lotto per un bel taxi comodo comodo.
Facciamo così…
In Lotto è il delirio… vecchi, bambini, malati che cercano un mezzo per tornare a casa. Manco fossimo deportati.
Pensiamo che facendo un filo di strada verso la Bovisa troveremo sicuro qualcosa di più tranquillo. Vengo colto da allucinazioni un’ora dopo…
La fame e la sete rende i miei movimenti sempre più incerti e buffi.
La scala (20 scalini massimo) che mi si para davanti dopo la Ghisolfa mi sembra il Mortirolo per il più sfigato del Giro…
Cristian mi rassicura “siamo quasi arrivati” (e piange… non mi convince)…
Alle 2 meno 10 siamo quasi in Bovisa e, tra locali chiusi come fossimo sotto attacco alieno, compare una trattoria illuminata malamente ma che attira la nostra curiosità…
“Vuoi la pizza?” mi fa Cri (l’avevo chiesta 300 volte durante la strada)…
“Si ti prego!”…
“Ci fa 2 pizze da portare via?”… “Non siamo una pizzeria”…
Poco male… ingurgitiamo bruschette e panini (e moooolta coca cola – rutti importanti) e il titolare ci organizza anche i prossimi nostri compleanni nel suo locale.
Usciamo e siamo nuovi… corriamo e ridiamo del destino beffardo… della Moratti che deve andarlo a prendere nel culo e della Moratti che si deve fottere…
Siamo alla macchina ora… nulla fa più paura…
finestrini giù…
verso casa.
Notte.

2 Risposte to “Bruce Springsteen – 25 Giugno. Diario della serata.”

  1. Passano gli anni anche per te Bruce…

    e inevitabilmente cambiano tante cose…la mia visione del mondo…dei rapporti umani…qualcuno che pensavo importante non c’è più…qualcuno che è diventato importante…qualcuno che non c’è più ed è lo stesso importante…qualcun’altro che c’è sempre…insomma si cresce…si cambia…è normale

    ma per fortuna ci sono ancora dei punti fermi…

    e lo capisco quando ti vedo ancora con la tua Telecaster da combattimento…ancora aggrappato all’asta del microfono….ancora a sudare sul palco…come se ogni concerto fosse l’ultimo…come se ogni canzone fosse quella del ‘calate il sipario’…come se ci fosse ancora un sogno da inseguire…ancora qualcosa in cui credere…

    e allora che sia…e anche io sono ancora lì…nel caldo e nell’afa…nella mia città…nella tua casa…a ballare…a sudare…a bere…a cantare…a fumare…a credere…sì sono ancora lì….

    come This Hard Land al Carlo Felice di Genova…Born to Run del Forum…Who’ll stop the rain di San Siro…Ramroad di Bologna…Thunder Road di Zurigo…Twist and Shout di ieri…

    come la prima volta che ti ho sentito…come l’ultima volta che ti ho visto…

    …con il sudore sulla fronte…e qualcosa ancora a cui credere nel cuore…

    anche stavolta te lo sei meritato…

    Chapeaux Boss!!!

    ilbrius

  2. Grazie Bruce per la ‘sense of community’. Ho ancora una ‘hungry heart’…

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