British invasion

Negli Stati Uniti si prepara una seconda British Invasion, a 45 anni da quella caratterizzata dallo sbarco oltreoceano dei Beatles e dei Rolling Stones. Si tratterà, questa volta, di un’onda musicale anomala, di una New Wave di ritorno che ad agosto attraverserà l’America da costa a costa portando con sé le note degli Human League, degli Abc e di una manciata di altri gruppi inglesi che negli anni Ottanta travolsero letteralmente le vite dei teen ager di tutta Europa, imponendo loro non soltanto un nuovo gusto musicale ma soprattutto un nuovo e rigoroso decalogo estetico. Fu proprio in quel periodo e grazie a quella musica (new wave prima e new romantic subito dopo) che si cominciò a parlare di look, e poco conta se a riguardarli oggi quegli abiti coloratissimi e quelle acconciature fanno più orrore che tenerezza.
Con una punta di autoironia che non guasta, il giro di concerti si chiamerà “The Regeneration Tour”; partirà il primo agosto da Phoenix e si concluderà il 29 ad Atlanta, toccando le maggiori città americane. Il concerto punterà sulle hit più note, da “Don’t you want me baby?” a “The look of love”, e oltre agli Human League e agli Abc vedrà sul palco i Dead or Alive, gli A Flock of Seagulls (noti forse solo per la loro “I run” e per i ciuffi a schiaffo realizzati da perfetti parrucchieri quali effettivamente erano), i Naked Eyes e l’unica americana del cast, Belinda Carlisle, che intraprese una carriera solista e più decisamente pop solo dopo aver abbandonato il gruppo punk e new wave delle Go-Go’s.

Gli organizzatori del tour ne parlano come di una versione inaugurale e sul loro sito propongono un questionario dal titolo: “Chi non dovrebbe mancare il prossimo anno?”. Segue una lunga lista che comprende tra gli altri i Tears for Fears (ad oggi i più votati), gli Spandau Ballet, i Big Country, i Gang of Four, i Level 42, gli Echo and the Bunnymen e le Bananarama, il gruppo femminile inglese di maggior successo di tutti i tempi. Segno che la volontà di dare continuità all’evento ha già una folta base di adesioni tra gli artisti di allora (repubblica.it).

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