Beatles… è l’ora degli spot!

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Provocatoriamente, il «Times» ha titolato «All you need is cash» (tutto quello che ci serve sono i contanti), parafrasando così una delle loro più celebri canzoni, la notizia che la musica dei Beatles sbarca nel mondo della pubblicità. E, sicuramente, «fare cassa» è l’obiettivo primario della Sony/ATV Music Publishing, proprietaria dei diritti di 259 canzoni della coppia Lennon-McCartney (prima appartenute a Michael Jackson: nel 1985 le pagò 47,5 milioni di dollari, pari a 32,2 milioni di euro attuali), che ha deciso di rendere per la prima volta disponibile il vasto e popolarissimo patrimonio di brani dei «Fab Four» anche per «selezionati» partner commerciali.
Per la verità, uno dei primi contratti – la nuova campagna «All You Need is Luvs» della «Procter & Gamble» per i pannolini «Luvs» – ha aumentato le perplessità di chi teme che l’eredità artistica dei Beatles possa essere svenduta o svilita in nome del dio denaro, soprattutto visto che la Sony non ha bisogno del consenso dei Beatles superstiti o dei loro eredi per accettare le offerte che le arrivano. Ma Martin Bandier, amministratore delegato della compagnia, dice di sentire una sorta di obbligo morale nei confronti di Paul McCartney, Yoko Ono, Ringo Starr e della famiglia di George Harrison, pur difendendo la campagna dei pannolini. «Il messaggio e la canzone erano perfette per la tv del mattino – ha spiegato alla rivista Billboard – perché a quell’ora le mamme guardano la televisione. E poi vogliamo avvicinare il pubblico più giovane alle canzoni dei Beatles». Un obiettivo che già Yoko Ono intendeva raggiungere anni fa, quando aveva espresso il desiderio di rendere la musica di John Lennon accessibile alle nuove generazioni.

Dopo i pannolini, sarà poi la volta dei jeans e delle T-shirt della «Lyric Culture», che ha ottenuto il «placet» per l’utilizzo di «Revolution» (che vent’anni fa costò alla Nike una causa in tribunale per uso non autorizzato) e «Let It Be». La sola condizione posta è che i brani vengano eseguiti da altri musicisti. E anche ad Hollywood sarebbero in fermento, con gli studios già pronti ad offrire milioni a palate per poter usare le canzoni originali dei Beatles nelle colonne sonore dei film, mentre le star del rap potranno fare riferimento ai brani della band per creare nuove canzoni, anche se quelle contenenti un messaggio negativo verranno rifiutate.

Ma quali sono i brani più indicati per la pubblicità? Il Times si è divertito a fare un elenco semiserio delle accoppiate possibili e se «Help» sarebbe perfetta per una campagna della Northern Rock (la banca coinvolta nel recente tracollo), «Day Tripper» farebbe volare gli Eurostar (mai puntuali nemmeno in Inghilterra) e «Drive My Car» si sposerebbe bene con Avis, mentre «From Me To You» sarebbe l’ideale per la Royal Mail, come pure «Don’t Let Me Down» per la marca di reggiseni Wonderbra. Anche se la scelta più azzeccata, secondo il Times, finirebbe per essere «Let It Be», riferita alla Corte d’Appello.

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