30 Seconds to Mars…

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Ho avuto un sacco di contatti oggi per un vecchio post dei 30STM… così, per chi li conoscesse poco, ecco cosa scrivono della band di Jared Leto…
Prog-rock ultraterreno.
Rock intenso e liberatorio, atmosfere cupe come la notte, voci passionali da far mancare il fiato e un alone di mistero che rende tutto più glam e affascinante. Questi, in estrema sintesi, sono i segni che contraddistinguono la cult band 30 Second To Mars.
Dopo anni passati ad ascoltare Pink Floyd, Kiss, The Cure e Led Zeppelin, nel 1998 l’attore Jared Leto e suo fratello Shannon Leto riescono a mettere in piedi la rock band, un’idea che accarezzavano da tempo. Da sogno a conduzione familiare il progetto diventa sempre più serio una volta passata la boa del nuovo millennio: l’ossatura portante si definisce con l’arrivo del bassista Matt Watcher e un paio di chitarristi (Solon Bixler e Kevin Drake) si avvicenderanno nei primi anni prima di lasciare il posto a Tomo Milicevic, che è tuttora il chitarrista titolare. Jared è il cantante e frontman del gruppo ed è curioso come fin dall’inizio di questa avventura non abbia mai voluto fare leva sul suo status di sex symbol e star hollywoodiana (“Requiem For A Dream”, “Fight Club” e “Ragazze Interrotte”) per promuovere il gruppo. Anzi, sembra che per politica il quartetto si rifiuti di suonare in quei posti in cui si tenta di sfruttare la celebrità di Jared a loro insaputa.
Il logo del gruppo è una fenice, che sovrasta il motto latino ‘Provehito in Altum’ che in italiano significa pressappoco ‘Lanciati verso l’alto’.
Nei primi tempi della loro carriera i 30 Seconds sono impegnatissimi a scrivere materiale e a incidere demo per farsi notare da qualche casa discografica: a questo periodo risale “Welcome To The Universe”, cd autoprodotto che mette in mostra le potenzialità della band e impressiona favorevolmente i talent scout della Virgin Records, che in breve li mette sotto contratto. La prima cosa da fare è mettersi al lavoro: i quattro si appartano nel buen ritiro del Wyoming e collaborano insieme a due producer navigati: Bob Ezrin (Pink Floyd, Kiss, Alice Cooper) e Brian Virtue (Jane’s Addiction).
Chiusi in un magazzino abbandonato circondato da 15 mila acri, le canzoni ‘senza tempo’ che hanno in testa cominciano a prendere forma e le 50 tracce di partenza vengono scremate fino a una playlist di 11 brani che lasciano il segno. Complice il paesaggio maestoso e l’orizzonte a perdita d’occhio, la band riesce a ‘volare alto’, sfogando la propria creatività fino a scatenare il suono. Infine si lavora di fino sulle tracce, che vengono rielaborate e limate una ad una con cura maniacale.
L’impatto del loro nuovo sound – definito dalla critica come apocalittico, marziano e devastante – non lascia indifferenti e i Puddle of Mudd, ancora prima che esca l’album, li chiamano ad aprire i concerti. “30 Seconds To Mars”, il disco omonimo, esce nei negozi nell’autunno del 2002, anticipato dal singolo “Capricorn (A Brand New Name)”, ed entra subito in vetta alla classifica americana degli esordienti (Billboard Heatseekers’ chart). Dopo un tour come supporter agli Incubus, MTV America li invita al programma “Campus Invasion” (un tour itinerante per le università del Nord America) e la loro visibilità si impenna. La band piace, porta una ventata di novità e un’immagine fresca pur conservando un’attitudine tipicamente rock’n’roll.
La genesi del secondo album è più complessa e richiede tre anni di gestazione e viaggi attraverso quattro continenti. Mentre nel rock c’è una nuova ondata di lo-fi e i gruppi corrono a recuperare il suono ruvido e grezzo degli anni settanta, i 30 Seconds To Mars proseguono la loro ricerca di un sound potente, elaborato e roboante. Il risultato, “A Beautiful Lie, vede la luce il 30 agosto 2005 con la coproduzione di Jared e Josh Abraham, già produttore di Orgy, Linkin Park e Velvet Revolver. Al secondo tentativo arriva anche un successo commerciale considerevole (in pochi mesi vende 500.000 copie) e l’anno successivo, dopo avere fatto da spalla agli Audioslave, la band inizia una serie di concerti in proprio. Ad agosto arriva anche un riconoscimento agli MTV Video Music Awards per il videoclip di “The Kill”, preludio ideale al tour “Taste OF Chaos”, con una lista sterminata di live che si protrae fino a primavera 2007. Un altra canzone tratta dall’album, l’adrenalinica “From Yesterday” viene lanciata con un video importante, quasi cinematografico, girato completamente nella Repubblica Popolare Cinese.

5 Risposte to “30 Seconds to Mars…”

  1. bravi bravi bravi

  2. da quando ho sentito the kill per la prima volta mi sono innamorata di questo gruppo ed ho cominciato a documentarmi e sentire tutte le loro canzoni dalla prima all’ultima, a giugno sono andata a pisa dove li ho visti dal vivo e sono rimasta molto contenta anche perchè jared nn ha cantato in plsyback come fanno la maggior parte dei cantanti e ha reso molto partecipe il pubblico. quindi posso solo dire W 30 SECONDS TO MARS E COMPLIMENTI A JARED SHANNON MATT E TOMO SIETE GRANDI

  3. siete unici

  4. sn spettacolari…jared voce da paura, ti emoziona e ti lascia senza fiato, shannon mette e da una grinta assurda a ogni canzone…tutti estremamente bravi ogni loro canzone trasmette emozioni indescrivibili…li adoroooooo

  5. La migliore cosa che si può fare è essere ECHELON…….

    –> http://www.thirtysecondstomars.it

    30STMars ROCK!!!!

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