La perplessità del mondo… (by Nick)

Sono appena uscito dall’alcatraz. Non la prigione ma la discoteca. Sono fuggito dal “concerto per lorenzo” organizzato per raccogliere fondi da donare alla famiglia di Lorenzo Bassani, il regista tenuto in arresto a Dubai per esser stato colto in possesso di qualche grammo di fumo.
A parte la doverosa e seriosa introduzione mi preme dire che quando sono uscito dal concerto ho notato che la perplessità nel mondo era aumentata.
Ammetto di essere arrivato in ritardo, ma non “in colpevole ritardo” visto che ho passato gran parte della serata a lavorare.
Chi mi trovo sul palco appena entrato? Le vibrazioni. E mi commuovo subito. Mi ricordo quando il front man, il leader, il gran cantautore era sul mio balcone l’estate scorsa a fumare e lo trovavo simpatico e ora, lo rivedo disperato mentre incita un pubblico rammollito ad alzare le braccia svogliatamente. Che pena. Ascolto solo due canzoni, mai sentite prima dalle mie orecchie. Scopro che ogni gruppo ha solo 15 minuti per esibirsi e perchè allora “le vibrazioni” non ci propinano “giulia”? o come cavolo si chiama! Bo, misteri del rock.
Nikki allo stacco successivo ci presenta in sordina un gruppetto di tre ragazzini che si rivelano i migliori della serata e ilcompito di oggi è scoprire il loro nome di battesimo.
Poi arriva J AX e inizia lo show.
Finalmente il pubblico, quasi interamente dentro ad un unico pantalone enorme, inizia ad alzare le mani con spontaneità e qualcuno salta. Poi J AX inizia a cantare e tutto ricade nell’imbarazzo.
Non si capisce neanche una parola.
Lui salta, incita, suda e il suo amico con la barbetta pure. Ma niente da fare.
Neppure stavolta una canzone famosa.
Allora annuncia che lo raggiungerà sul palco un gruppo di amici, di quelli veri.
E sul palco si riversa la cumpa dell’hiphop all’amatriciana.
C’Ë mondo marcio e una serie di pantaloni larghi, felpe e collane di tolla.
Ad un certo punto c’è più gente sul palco che giù.
All’undicesimo “bella milano” che dicono all’unisono penso di andarmene.
Ma poi cedo al fascino dell’orripilante e rimango a guardare, perchè di ascoltare non se ne parla.
Una voce unica formata da dodici dialetti diversi si riversa sul pubblico come se fosse aramaico antico.
Nessuno capisce un cazzo.
E la canzone dura qualcosa come dieci minuti.
Stremato li guardo uscire dalla scena tutti quanti con le braccia alzate, campioni dell’inettitudine che si trasforma in contanti.
Penso che sia tutto invece mi arriva, annunciato come il momento clou, Fabri Fibra.
Incuriosito mi aggrappo ad un cuba libre e aspetto che apra bocca.
Se non ricordo male le prime quattro parole sono state: “cazzo raga che storia”.
Inizia a cantare.
Le uniche parole intonate sono quelle campionate.
Alla rima cazzo/pazzo ingurgito il cubalibre e mi dileguo.
Come dicevo all’inizio di questa breve incursione in “ossigeno”, all’aperto ho trovato un mondo molto più perplesso di prima.
Ci siamo scambiati un’occhiata d’intesa e via a casa.
Ad un certo punto ho perfino pensato di essere vecchio per i concerti “di oggi” ma a casa ho visto sulla scrivania il biglietto per i “pearl jam” all’heineken jammin festival di giugno. Non sono ancora da buttare.
– Nick –

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17 Risposte to “La perplessità del mondo… (by Nick)”

  1. Innanzitutto i complimenti a Nick
    per essere riuscito a resistere così tanto.
    Io sono uscito mentre lo spiker diceva
    Fabri Fibr… scappato.
    Questo post mi ha rincuorato,
    io pensavo di non essermi ancora integrato bene in Italia
    perchè non capivo un cazzo di quello che dicevano
    e invece sembra cosa comune.
    Sono molto contento.
    Detto questo al prossimo concerto rap a cui mi vedete… sparatemi, possibilmente nelle orecchie.

  2. Beh… mi permetto di essere colui che ti spara nelle orecchie se me lo permetti!
    Detto questo… cazzoragachestoriabellamilano ci ha un po’ rotto i coglioni (scusate la raffinatezza… così mi sento un po’ giovane anch’io) e capisco Nick che, solo sotto effetto di super alcoolici, ha potuto vincere quella scommessa (perchè era una scommessa vero!!!???)…
    Il problema non è che l’egizio mio preferito asso non capisca una parola in italiano… è che sti gruppi si vantano di portare la filosofia di strada e un sacco di ideologie “positive” che nessuno (nel vero senso della parola) riesce a capire…

  3. Ecco da dove venivano quelle urla incomprensibili… (la finestra di camera mia è a 500 mt. in linea d’aria dall’Alcatraz).
    E io che pensavo ad un regolamento di conti tra il kebabbaro e la tipa del phone center…
    Cmq (visto che so fare il ggiovane anch’io??) come Nick si è tirato su coi PJ io mi sono riconciliato con la musica e col mondo scoprendo stamane che The Police hanno annunciato la prima data italiana del loro prossimo tour.
    Ora il gancio con quanto successo ieri sera è che se leggeste il testo di “Born in the 50’s” vi accorgereste che non è cambiato così tanto in 4 decenni, solo che un tempo le canzoni di protesta erano dei piccoli capolavori, oggi definire canzoni e protesta quelle di certi gruppi equivale a definire Toso (col quale mni scuso anticipatamente x la citazione) la nuova promessa del basket italiano…

  4. Mi sento un po’ in colpa. Mi sento un po’ in colpa perchè io J.Ax lo ascolto, e ascolto anche i vecchi album di quando si chiamava Articolo 31. Allo stesso tempo però vedo l’ipocrisia che circonda questi pseudo gruppi rap, che importano IL rap (quello americano, che nasce e cresce in ambienti e disagi che qui non esistono, e quindi qui non può nascere davvero, ma solo copiare). Importano e gli mettono davanti la parola spaghetti, si inventano lo spaghetti funk, e si convincono di essere i migliori. Del piccolo talento, grezzo e male indirizzato, all’inizio fa uscire anche qualcosa di buono, come i primi album degli Articolo, pezzi carini e rime non scontate, niente cazzi e tutti pazzi (per loro). Ma tirare fuori qualcosa di buono copiando gli altri non è sempre facile, e se poi di facile restano solo i soldi, non resta che reinventarsi bandiere del rock (spaghetti rock ovviamente). Come ha fatto J.Ax, che prima cantava “sono funky dentro” e ora ha scoperto di essere rock fuori. Quel poco di buono che c’era muore, resta il commerciale, che, in quanto tale, tira. Soprattutto tra i giovani. E un pochino anche tra me, che mi rendo conto che non è quello di una volta, ma di sottofondo non è male. Quindi braccia al cielo, bella Milano (che poi brutta non è) e quando si canta dal vivo, anche con le migliori motivazioni del mondo, se il talento non c’è, o sei giovine giovine e ti diverti lo stesso, o sale l’imbarazzo di capire troppo bene la realtà.

    @Amato: ma tu, mi hai mai visto giocare a basket???

  5. Le nuove band sono fatte tutte a tavolino.
    I così detti rapper, uguale.
    Si sente terribilmente che questa gente non emerge per capacità, non emerge dopo aver raggiunto una maturità artistica.
    Il produttore trova la bella faccia, il ragazzo spigliato davanti alle telecamere, gli mette in bocca parole a casaccio su ritmi facili e il gioco è fatto.
    Non è questione che non si possa fare hip-hop se non si viene dal bronx, ma sicuramente non si può fare se non si ha nulla da dire.
    E se alle spalle non c’è passione unita a studio e gavetta.
    e Fabbri canta: “Ora sono qui a scrivere,senza un perchè
    Ora sto palrando di te, senza un perchè”.

  6. chiaschia Says:

    chi è nick?

  7. chi è chiaschia?

  8. evidentemente la perplessità del mondo è aumentata, con tutti questi “bella”, “ci sto dentro”, “chi è chi”.
    una voce senza un volto.
    oggi, in cui ogni voce, anche la più indegna, è iper-rappresentata da catene di tolla, da movenze stantie, dal gergo stesso, dire qualcosa è difficile. Temo quasi impossibile.
    Tacere è una incredibile seduzione. Quindi taccio.
    e da dietro un non-volto di silenzio, ci osservo.
    guerriglia semantica.

  9. b, tu ti spruzzi! 🙂

  10. no, no, no…non so chi siete ma tante cazzate insieme non le ho mai sentite
    all’ autore del post:
    mondo marcio non ha nulla a che fare con j. ax, quelli sul palco con lui erano i Club Dogo (hanno appena firmato per una major, presto ne sentirai parlare), Marracash, Vincenzo Da Via Anfossi, Space One e Chief e non sono gli ultimi arrivati, ma probabilmente è il meglio che al momento si può trovare in Italia per quanto riguarda l’ hip hop…Non cantano in dialetto e sono tutti di Milano. Una canzone non deve essere per forza famosa per essere bella, in ogni caso Ax ha cantato canzoni del suo ultimo album, se non le conosci è una tua mancanza, non sua.
    a thomas:
    la filosofia di strada non la capisci o xkè non la vivi o xkè sei ottuso…c’è chi la capisce e vive di questa “filosofia” come dici
    a toso:
    che j. ax faccia hh, rock, reggae, folk, house o country spacca comunque e, non dovendo ormai dimostrare + nulla a nessuno, non deve spiegazioni nè a te, nè a nessun altro. Nonostante ciò, lui queste spiegazioni le ha date lo stesso, informati
    a rob (che ha detto + stronzate di tutti messi insieme):
    Gli Articolo esistono dal 1990, primo album nel 93
    Fibra sta in giro dal 93 ed il primo album è del 96
    Chief e Space hanno iniziato a cavallo tra gli anni 80 e 90
    i Dogo e co. stanno in giro da una vita…il gruppo si è formato solo nel 2003, ma loro hanno portato avanti diversi progetti precedentemente…Don Joe (il deejay) ce lo invidiano in tutto il mondo, ha collaborato + volte con artisti americani e con Irene Lamedica…i due MC (Guè e Jake) facevano parte con Dargen D’ Amico di un altro gruppo “Sacre Scuole”.
    come vedi, non sono le belle faccette (anche xkè di bello non hanno un cazzo) trovate dal produttore con 4 parole in bocca e senza esperienza, nè gavetta, come dice la tua testolina di cazzo

    detto questo, non voglio che il rap vi piaccia a tutti i costi, ma gradirei un pò di rispetto per chi sono anni che si fa un culo tanto in questo genere e ci crede davvero, rispetto che chiunque non conosce questo tipo di musica e cultura non ha per nulla ed è pronto solo a sparare a zero. Prima di dire cazzate, informatevi
    Cordiali saluti

  11. ah dimenticavo…
    Ax ha 10 dischi all’ attivo
    Space One 3 (fra poco 4)
    Jake La Furia 4 (fra poco 5, forse pure uno da solista…quindi 6)
    Guè Pequeno 6 (fra poco 7)
    Don Joe 4 (fra poco 5), ed una miriade di produzioni sparse
    Vincenzo è l’ unico a secco
    Marracash 1 (2 a breve)
    Chief 3 + la produzione di un ciddì della Sacre Scuole
    Fibra 6

    tutto senza contare le collaborazioni e i feat negli album di altri artisti

  12. grazie per le 15 precisazioni circa. bella raga ora ci sto dentro di bestia.

  13. Cavolo… ne sai a pacchi di Hip Hop nostrano… ma io non ho parlato di numero di album o da quanto è “in giro” chi…
    L’hip hop italiano è una copia scadente di quello americano… e anche se Ax farà 50 dischi (cambiando generi in base alle mode!) penso che non mi farà cambiare idea…

  14. valutiamo la quantita’ di dischi o la qualita’ degli stessi?
    se io mi scopo 100 cozze da rottamare alla cava comunale, so come si infila l’arnese ma non vuol dire che automaticamente sono Gigi Rizzi il playboy della riviera romagnola

  15. valutiamo la quantita’ di dischi o la qualita’ degli stessi?
    se io mi scopo 100 cozze da rottamare alla cava comunale, so come si infila l’arnese ma non vuol dire che automaticamente sono Gigi Rizzi il playboy della riviera romagnola

  16. Caro Darse,
    dovresti cercare di stare più sereno…

    b: mi scuso con te. Se tu ti spruzzi, Darse si fa almeno di brown…

    Se a te piace la musica rap, bravo te.
    Nulla in contrario, anzi…
    Non è che ora mi metto a fare la gara, ma non pensare che “sei bravo solo tu”….
    Ma se vuoi difendere a spada tratta gente che ogni 10 canzoni, rischia (e dico rischia) di scrivere 6 righe consecutive che abbiano un senso compiuto…
    Se uno ascolta un album e ci sono 3 messaggi in tutto, di cui uno è che lui è più fico degli altri, l’altro è che oggi non si sentiva troppo bene, l’ultimo è che manco a sanremo si fanno rime cosi scontate…

    Scusa, ma non è questione di stile… è questione di contenuto…
    quelllo dovrebbe essere la musica che ascolti…
    Io per come sono fatto, preferisco un Frankie che magari non è capace di fare freestyle, ma se ascolti un album, 3 o 4 cose le dice…

    Poi io non conosco tutti i nomi che hai detto… spero che siano più impegnati, creativi e divertenti di Fibra, perchè altrimenti c’è grossa crisi nel tuo gulliver.

    Un ultima cosa: Irene la medica deve andare a rubare. Anzi: a rubbbbbare. E qui non si discute. Non si tollera.. sta scema che manco l’italiano… Deve andare da Maria De Filippi a parlare con Platinet e la Celentano… e forse risulta stupida pure con loro.

  17. Ho sentito “Che cazzata” di Fabri Fibra…
    mmm è si non c’è che dire… proprio un gran pensatore…
    Ma soprattutto… che rime ragazzi!
    Ma finiamola…
    Per me poteva starsene tranquillamente tra gli sconosciuti come dal ’93 all’altro ieri.

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