Joss Stone… la regina del soul.

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Compirà fra qualche settimana vent’anni e non ha esattamente l’aria di una sprovveduta. Joss Stone, un album in uscita, il terzo, che nelle sue intenzioni “comincia davvero la mia storia artistica”, dà l’idea di un’artista consumata – quasi – dalla sua storia. Un esordio fulminante, prima della maggiore età, sulla scia del soul di Memphis, e poi una interminabile serie di date dal vivo, che hanno fatto di lei una frequentatrice assidua di festival rock e jazz, fino alla rottura con il vecchio management e l’arrivo a canzoni più intense, proprie, autobiografiche.

Introducing Joss Stone è così, nelle parole della sua artefice, “il primo vero tentativo di essere me stessa fino in fondo, di cantare il mio mondo, le mie sensazioni senza remore o paure”. Joss crede ancora “nella forza assoluta dell’amore”, ma la sua vita personale “non è stata una favola, come molti potrebbero credere vedendo le cose dall’esterno. Anni di tour massacranti, di sedute serrate in sala di registrazione, l’impossibilità, quasi, di avere una privacy. Nonostante questo mi sento fortunata e continuo ad amare la musica. Lo voglio fare, però, alle mie condizioni”.

Condizioni che prescindono da un’ingombrante tutela materna, a quanto pare, e che l’hanno spinta a una specie di tabula rasa. “Ho voluto ricominciare dal principio. Scrivere i miei testi senza pensare a compiacere il gusto altrui, raccontare della mia solitudine, – ha chiuso da poco una storia importante, NdR – di come ne sono uscita, dei mie valori”. Le nuove canzoni, così hanno l’energia della musica nera, del funky degli anni Settanta, e l’introspezione di un’artista bianca (inglese per giunta), che le usa per raccontare senza pelle se stessa. “Un’impresa in cui mi hanno aiutato grandi musicisti, soprattutto Raphael Saadiq, che si è occupato di produrre l’album. E’ stato come riappropriarsi di qualcosa che si ama a fondo, e che però per un po’ di tempo è stata anche la causa di molte sofferenze”.

La rinnovata Joss Stone rimane aggressiva e stupefacente, quando sale sul palco, a piedi scalzi, come è capitato a Sanremo; sul CD è più incline a smorzare le tinte, senza però perdere le energie che la caratterizzano. “Ho sempre pensato a me stessa come a uno strumento per qualcosa di più grande. In me le note risuonano e portano avanti un messaggio che è centrato sull’amore, assoluto e personale”. Il tutto offerto senza misticismo gratuito, ma con un ottimo richiamo dei sensi: miss Stone è cresciuta, davvero (kataweb.it)

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