5:55… l’ora di Charlotte.

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L’ex lolita di “Lemon Incest”, disco scandalo che segnò il suo debutto al fianco dell’autore di “Je t’aime (Moi non plus)” – che era poi Serge, suo padre… debutta, di nuovo… e questa volta lo fa “da sola”.
Lo fa in maniera sorprendente, per ‘5:55’, disco che segna il suo ritorno in musica dopo oltre vent’anni, durante i quali ha fatto i conti con la morte di suo padre e la sua carriera di attrice che la vede al momento protagonista di “Nuovomondo” di Crialese e “La science des rêves” di Gondry.
Certo, il cognome e l’arte devono averla aiutata a trovare collaborazioni musicali nient’affatto improvvisate: le musiche sono di Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunkel degli Air, gli arrangiamenti degli archi sono di David Campbell (padre di Beck), mentre le percussioni sono state affidate a Tony Allen. Infine i testi, di cui Charlotte è interprete sinuosa e malleabile, sono di Neil Hannon (Divine Commedy) e Jarvis Cocker (Pulp). Proprio Jarvis avrebbe dato a Charlotte il suggerimento per vincere il panico da incisione: cantare dietro un lenzuolo, per non vedere il microfono. A completare l’atmosfera di sogno e voluttà che il disco diffonde nell’aria.
Un cast che, se si trattasse di un film, si potrebbe definire hollywoodiano (dove, tra l’altro, l’album è stato registrato) dà un risultato che rispetta pienamente le aspettative, cosa che potrebbe essere considerata anche il limite del disco. Ma troviamo gli Air in forma smagliante (e molto nel mood di ‘Moon Safari’), a produrre basi dalla paternità inconfondibile, sulle quali Jarvis e Neil mettono parole come solo loro sanno fare.
I pezzi migliori sono ‘5:55’ (che sembra una canzone degli Air), ‘The Song That We Sing’, ‘The Operation’ e ‘Everything I Cannot See’.

Ascolta 5:55

Ora voi direte… “come si può fare un disco così così con tutte queste partecipazioni?”…
Beh… difficile in effetti… ma a me questo disco non ha fatto impazzire per nulla… e continuo a scegliere Carla Bruni…

Una Risposta to “5:55… l’ora di Charlotte.”

  1. Oltre ad essere quite gnocca, qualità che mai disgusta, devo dire che questa fanciulla musicalmente non mi spiace affatto…

    I primi due single (5:55 e The Song That We Sing) li ho consumati sull’iPod… E se la Bruni è quella di Those dancing days are gone, Charlotte – Carla 1-0

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