Dalla nuvola di Lester Bangs…

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(lettera ricevuta da Dave Marsh nel gennaio 1986)

Hai presente quella menata che “se esiste un paradiso del rock, di sicuro hanno un gruppo della madonna?”. Be’, non crederci, amico mio.
Tutto il talento è finito dritto all’inferno. Proprio tutto. Qui le attrazioni più grandi sono Jim Croce, Karen Carpenter, Cass Elliot e – soprattutto – Bobby Bloom!
E’ un incubo! Cazzo se mi tocca riascoltare un’altra volta “Montego Bay” mi suicid… (ecco, vedi, me lo dimentico sempre).
Ad ogni modo, faccio domanda di ammissione all’inferno ogni sei mesi ma continuano a respingermela, perchè – secondo loro – beccati questa – sono troppo buono!
Scrivigli e spiegagli un po’ come stanno le cose, per favore. Digli che razza di stronzo so essere quando voglio, Di’ alla Uhelszki di farlo anche lei. E a Marcus.
Appena arrivato ho conosciuto Dio. Gli ho chiesto perchè. Sai com’è. a solo 33 anni, eccetera.
Ha detto solo: “MTV”. Non voleva che mi toccasse sciropparmela, di qualsiasi cosa si tratti.
Devo scappare. Sul serio. Sta arrivando un altro armento di anziani apprendisti arpeggiatori. Che suonano “Stairway” degli Zep, naturalmente. In ‘sta città del cazzo è l’inno nazionale. Non c’è nessuno che conosce gli Elgins, non capisco perchè.
Dammi retta, Dave. Il paradiso era Detroit, nel Michigan.
Chi l’avrebbe mai detto?
Tuo per l’eternità,

Bangs

Leslie Coneway Bangs (14 dicembre 1948 – 30 aprile 1982) è stato un critico musicale e musicista statunitense. Fu una delle voci più influenti (in effetti uno dei fondatori) della critica musicale legata al genere rock. Scrisse per riviste di primo piano come Rolling Stone, Creem, Village Voice e New Musical Express e, tra l’altro, introdusse nell’uso il termine “punk” per riferirsi a un genere musicale.

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3 Risposte to “Dalla nuvola di Lester Bangs…”

  1. Come sei colto….io non ci ho capito un cazzer……sono cresciuto ad MTV e Mariposa….con qualche deviazione verso Zabriskie Point, non il film, ma il negozio….Sono stato all’ultimo concerto dei Sex Pistols nel ’96 (Philty Lucre si chiamava il tour, e di punk puzzava in maniera inversalmente proporzionale a quanto puzzava di vecchio). Sono troppo giovane per queste cose…e troppo vecchio per i miei coetanei….ascolto i Manhattan Transfer e mi gaso come se fossero i System of a Down. Una versione di Buffalo Soldier rifatta a Cappella (astenersi battutomani alla Lonati-Toson-Zampini) mi fa impazzire…..forse non sono del tutto giovane….forse non sono del tutto rock….Adriano aiutami tu…

  2. uazza, lester è li, quasi tutto in un paio di libri, la musica conta ma fino ad un certo punto. parla degli anni 70 ma sembrano i nostri 90, o forse il tuo 95 visto la differenza di età che ci riguarda, è un’ottima lettura che fa capire cos’è il rock evidenziandone tutti i difetti prima, molto prima dei pregi. secondo me tu sei rock.

  3. Grazie Nick, sei prezioso come una busta di parmigiano reggiano grattugiato in una casa con il grattaformaggi elettrico scarico. Prezioso come il Diggei nervoso, Prezioso come uno zaffiro di ottima qualità ma di dubbia provenienza. Prezioso come una….
    Insomma, il concetto è chiaro come un punto bianco su un foglio nero, come un biondo in una tribù senegalese come….

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