I pulcini contro Bush

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Il luogo è New York…
L’occasione era la premiazione per gli oscar della musica… chiamati più stilosamente anche qui da noi Grammy (originariamente si chiamava Gramophone Award… ma volete mettere? Sembrava un premio del festival del formaggio di Dresda)…
La notizia è il trionfo del gruppo country Dixie Chicks nelle sezioni miglior canzone (Not ready to make nice) e miglior album (Taking the long way)…
Era dal 1969 che il premio non andava ad un gruppo country… se poi pensiamo ad un gruppo di sole donne, forse, dobbiamo tornare un po’ più indietro…
Ok, non stiamo parlando del country di Dolly Parton e Kenny Rogers, ma qualcosa di più simile ad un pop-rock moderno… certo è che il disco prodotto da Rick Rubin (l’inventore dei Red Hot Chili Peppers) non è affatto male, anche se devo ammettere che non sia proprio il mio genere…
Detto questo, bisogna ammettere che i premi alle “pulcine” sono ancora più sorprendenti se pensiamo che il gruppo era stato boicottato nel 2003 quando (dieci giorni prima dell’invasione americana in Iraq) Natalie Maines si fece scappare un “ci vergognamo che anche Bush sia texano”…
Beh, al grido di “sgualdrine” “filoterroriste” le stazioni radio country furono costrette a boicottare il loro album (Home) che precipitò dal 1° al 63° posto in classifica e in alcuni stati ci si scaldava bruciando i loro dischi…
La copertina di Entertainment Weekly (foto) che le ritraeva nude coperte solo di scritte quali “traditrici” “Dixie puttane” fece solo aumentare le minacce di morte…
La serata del trionfo Dixie Chicks ha regalato anche una standing ovation per Al Gore e un lungo applauso per Neil Portnow (presidente della Recording Academy) quando ha criticato aspramente la riforma scolastica di Bush che ha cancellato la musica dai curriculum (io non sapevo suonare il flauto a scuola ma, questa è un’altra storia!)…

Ascolta Not ready to make nice

5 Risposte to “I pulcini contro Bush”

  1. Country music played on the radio
    So I turned it off and we walked down
    To the water, as she grabbed on to my honker
    A wave swept us away

  2. Il fatto che questi Grammy passeranno agli annali per la rivincita delle “fighe terrone” (libera traduzione ma nn troppo) anzichè per quell’evento epocale che è stato la reunion dei Police mi sembra un segno dei tempi…
    Quando Thomas mi ha mostrato la pagina spettacoli del Corriere con le dixie a tutta pagina ed Andy, Stewart e Sting confinati in un articolo di spalla non volevo crederci, se non è la fine della musica siamo alla morte cerebrale…

  3. Tutto questo dimostra 2 cose: che probabilmente/finalmente gli americani si stanno accorgendo della pessima amministrazione Bush e di conseguenza questo ha spinto particolarmente per l’assegnazione dei premi, e che Amato è tragicamente/irrimediabilmente ancorato a quel buco nero che sono gli anni 80.

  4. @amato – concordo con te su tutto
    @zampa – concordare con amato non vuol dire che sono ancorato agli anni 80… io odio gli anni 80!

    postilla: all’americano medio non frega niente di bush o di qualsiasi altro presidente del loro stato e cmq Standing ovation per AL GORE? per quale motivo? Al Gore vai in giro per il mondo a sensibilizzare sul problema delle emissioni di CO2, massimo rispetto, e poi siede nel consiglio di amministrazione di una delle aziende che piu’ si infischia dell’inquinamento: apple.
    http://www.studiolabo.it/blog/?p=515

  5. Free Amato

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